Il 15 gennaio 2017 la vita di Valentina Belvisi è stata stravolta dalla violenza più atroce: suo padre Luigi ha ucciso sua madre Rosanna con 29 coltellate. Da quel giorno, Valentina ha dovuto affrontare un dolore inimmaginabile e un percorso di ripresa che ha richiesto una forza straordinaria.
Ricorda Valentina in un’intervista al Corriere della Sera: «Io non ero a Milano quel giorno. Ero andata in Svizzera con il mio ragazzo. Ho saputo della morte di mamma dal telegiornale, una mancanza di tatto tra le tante che ho dovuto affrontare». Al suo ritorno a casa, si è trovata ad affrontare una realtà agghiacciante: pulire il sangue da pavimenti e mura, nessuno aveva avuto la sensibilità di occuparsene prima.
Negli anni successivi, Valentina ha trovato sostegno dall’Inps, dove lavorava sua madre, e dall’aiuto psicologico dell’ospedale San Paolo. Oggi, a 32 anni, vive in Veneto, ha una famiglia e lavora in un’azienda informatica. Ha anche lottato per ottenere il riconoscimento come orfana di femminicidio, affrontando difficoltà burocratiche.
Una delle tappe fondamentali del suo percorso è stato il cambio di cognome, adottando quello della madre. Questo gesto simbolico ha segnato una nuova identità e una separazione definitiva dal padre assassino.
Oggi, Valentina si impegna attivamente per sensibilizzare sul tema della violenza domestica e per sostenere altre donne in situazioni simili alla sua. Come ambasciatrice dell’associazione “Edela”, condivide la sua storia e offre sostegno e speranza a chi ne ha bisogno.
Il suo libro “Rinasco per te” è un’opera di rinascita e di impegno, un messaggio di resilienza e di forza per tutte le donne che lottano contro la violenza. Valentina ci ricorda che non bisogna mai avere paura di chiedere aiuto e che è possibile ricostruire una vita dignitosa, non solo per sé stesse ma anche per i propri figli.



















Comments