Enrico “Chico” Forti, l’ex surfista e produttore televisivo di Trento, è finalmente rientrato in Italia dopo 24 anni di detenzione negli Stati Uniti, dove era stato condannato all’ergastolo per omicidio volontario.
Il ritorno in patria è stato reso possibile grazie a prolungate trattative con le autorità americane, culminate con un accordo secondo la Convenzione di Strasburgo. Forti è stato accolto all’aeroporto militare di Pratica di Mare dalla premier Giorgia Meloni, che ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dal governo italiano e dalla diplomazia.
Forti, visibilmente commosso, ha espresso la sua gioia e il desiderio di riabbracciare la madre: “Non vedo l’ora di riabbracciare mia madre”. Dopo l’arrivo, Forti è stato trasferito al Nuovo Complesso di Rebibbia a Roma, per poi essere destinato alla casa circondariale di Montorio a Verona. Durante un’intervista al Tg1, Forti ha ribadito la sua innocenza e ringraziato Giorgia Meloni per il suo impegno.
La vicenda di Forti, condannato nel 2000 per l’omicidio di Dale Pike, figlio di Anthony Pike, è stata segnata da controversie e accuse di complotto da parte della polizia di Miami. Nonostante la condanna, Forti ha sempre sostenuto la sua innocenza.
La svolta nella sua situazione è arrivata nel 2020, quando il ministro Luigi Di Maio aveva annunciato uno spiraglio nella trattativa per il suo trasferimento. Tuttavia, solo con l’intervento della premier Meloni e la recente accelerazione delle trattative, si è giunti alla conclusione positiva.
Il trasferimento di Forti è stato accolto con gioia dai suoi familiari, che ora sperano di ottenere un permesso per permettere a Forti di visitare la madre novantaseienne. L’avvocato Carlo Della Vedova, legale di Forti in Italia, ha sottolineato che anche l’aspetto umanitario ha giocato un ruolo importante nell’accelerare la procedure















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