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“Eravamo fermi, stavamo guardando il telefonino per cercare una gelateria, all’inizio di via delle Sette Chiese, verso viale Ostiense, sul lato alberato dove si cerca un po’ d’ombra. Mi sono accorta di quel che stava accadendo perché il compagno che era con me ha gridato: è stato attinto dai colpi per primo.

È stato un tutt’uno, mentre guardavo lui ferito al viso e alla mano ho girato la testa e ho visto questo soggetto che mi puntava la pistola”. Il racconto di quel momento da parte di un’attivista ANPI, una dei due feriti il 25 aprile a margine della manifestazione per la Liberazione a Roma.


Inchiesta arbitri: cinque gli indagati noti, ma potrebbero essere molti di più

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