In un’intervista al Corriere del Veneto, Roberto Vannacci ha ribadito la sua contrarietà all’introduzione dell’omofobia come aggravante specifica, sostenendo che un reato commesso ai danni di una persona omosessuale non debba essere considerato più grave rispetto a uno commesso contro una persona eterosessuale.
Tornando sul tema del femminicidio, Vannacci ha affermato che il diritto penale deve punire i colpevoli e non essere utilizzato per rieducare la società. Secondo l’eurodeputato, i dati europei mostrerebbero che l’Italia è tra i Paesi con il minor numero di uccisioni di donne, contestando quindi la definizione del fenomeno come emergenza sociale.
Sull’educazione affettivo-sessuale nelle scuole, Vannacci si è detto scettico riguardo alla sua efficacia come strumento di prevenzione della violenza di genere, sostenendo invece la necessità di formare uomini capaci di affrontare le difficoltà e le frustrazioni della vita.
Infine, ha sottolineato che l’omicidio è sempre un reato grave, ma che il sistema penale già tiene conto di circostanze e condizioni specifiche dell’autore del delitto nel determinare la pena.















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