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La Corte di giustizia dell’Unione europea si è pronunciata sul caso delle sanzioni inflitte ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene nell’ambito dell’inchiesta sulle plusvalenze della Juventus.

I giudici di Lussemburgo hanno stabilito che un divieto di esercitare attività professionali esteso a tutto il territorio dell’Unione europea può essere compatibile con il diritto comunitario, purché rispetti i principi di legalità e proporzionalità. La Corte ha inoltre sottolineato che chi riceve una sanzione deve poter ricorrere a un giudice non solo per chiedere un risarcimento, ma anche per ottenere l’annullamento del provvedimento o eventuali misure cautelari.

La pronuncia nasce dal rinvio del Tar del Lazio, chiamato a valutare la compatibilità delle sanzioni sportive con le libertà garantite dall’ordinamento europeo. La decisione potrebbe avere effetti rilevanti sul funzionamento della giustizia sportiva e sui limiti delle sanzioni disciplinari.


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