I medici di medicina generale aderenti al Sindacato Medici Italiani incrociano le braccia nelle giornate del 15 e 16 settembre per protestare contro l’accordo stralcio del 23 giugno relativo alle Case della Comunità. La mobilitazione, che vedrà lo svolgimento di manifestazioni e assemblee in diverse piazze del territorio nazionale, potrebbe causare disagi nell’erogazione dei servizi sanitari di base e nelle prestazioni ambulatoriali.
Al centro della contestazione del sindacato vi è il fermo rifiuto del vincolo del debito orario all’interno delle strutture comunitarie e l’opposizione all’introduzione del ruolo unico. Tra le rivendicazioni principali figurano l’istituzione del doppio canale d’accesso con possibilità di opzione per la dipendenza su base volontaria, l’avvio della scuola di specializzazione universitaria in Medicina Generale, il ripristino dell’Area della Medicina dei Servizi e il potenziamento degli organici del sistema d’emergenza 118, affiancati dal riconoscimento di garanzie e tutele fondamentali quali infortuni e maternità.
Nel frattempo, la segreteria nazionale ha reso noto che la petizione promossa per sollecitare risorse dedicate e riforme legislative ha superato le novemila adesioni. Il documento è stato ufficialmente assegnato alla Commissione Affari Sociali di Montecitorio, passaggio che il sindacato auspica possa trasformarsi a breve in un dibattito parlamentare concreto per il rilancio della professione e la tutela della salute pubblica.















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