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Continua ad aggravarsi il bilancio della devastante alluvione che mercoledì ha colpito Nepal e Tibet. In Nepal le vittime sono salite a 626, mentre oltre 2.400 persone risultano ancora disperse. Sul versante tibetano, invece, le autorità cinesi hanno comunicato sette morti e più di 550 dispersi.

A tre giorni dalla tragedia, le squadre di soccorso continuano a cercare eventuali sopravvissuti lungo circa 80 chilometri di vallate devastate dall’acqua e dalle frane. In Nepal il numero dei dispersi è aumentato notevolmente rispetto a venerdì, dopo che le società che gestiscono gli impianti idroelettrici hanno segnalato numerosi lavoratori di cui non si hanno più notizie nei cantieri delle zone colpite.

Le prime 48-72 ore dopo un disastro naturale sono considerate decisive per riuscire a trovare persone ancora vive, ma le operazioni sono rese difficili dalla distruzione di numerosi tratti stradali e dai danni alle comunicazioni. Raggiungere le aree più isolate è complicato e rende più difficile anche la distribuzione di cibo, medicinali e ripari temporanei.

A preoccupare sono inoltre possibili nuove inondazioni. Alcuni laghi formatisi in seguito alla frana che ha provocato l’alluvione potrebbero tracimare, riversando altra acqua nelle vallate e mettendo ulteriormente a rischio la popolazione.

Secondo le Nazioni unite, circa 30.000 membri delle forze di sicurezza nepalesi sono stati mobilitati per partecipare alle operazioni di soccorso. Le autorità di Kathmandu hanno riferito che più di 3.700 persone sono già state tratte in salvo, tra cui alcuni sopravvissuti rimasti intrappolati in un tunnel appartenente a un progetto idroelettrico in costruzione.

La Federazione internazionale della Croce rossa stima che circa 93.000 persone in Nepal abbiano bisogno di assistenza. Tra i dispersi ci sarebbero anche numerosi pellegrini diretti verso il monte Kailash o di ritorno dalla montagna himalayana, considerata sacra da quattro religioni.

Sul versante tibetano, le autorità cinesi hanno confermato oggi che il numero delle vittime è salito a sette, mentre oltre 550 persone risultano ancora disperse. Il bilancio complessivo della catastrofe resta quindi destinato a cambiare con il proseguimento delle ricerche, mentre i soccorritori continuano a lavorare nelle aree devastate per individuare i dispersi, mettere in salvo i sopravvissuti e portare assistenza alle comunità rimaste isolate.


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