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Spunta un possibile ritocco all’emendamento sulla legge elettorale nell’ambito della raccolta firme per i partiti non presenti in Parlamento. La maggioranza sta valutando un ridimensionamento della soglia inizialmente ipotizzata.

La riformulazione presentata da Fratelli d’Italia proponeva un innalzamento delle firme minime portandole nella fascia tra le 9mila e le 10mila sottoscrizioni. L’ipotesi al vaglio dei gruppi di centrodestra punta ora a una soluzione intermedia: fissare l’asticella tra le 6mila e le 7mila firme.

La rimodulazione mira a contemperare la necessità di evitare la proliferazione di liste puramente simboliche con l’esigenza di non penalizzare eccessivamente la partecipazione e il pluralismo politico delle formazioni minori destinate a correre alle elezioni.


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