Intervenuto alla trasmissione radiofonica Ping Pong su RadioRai1, il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti ha allontanato l’ipotesi di un ricorso anticipato alle urne in Italia dopo le decisioni del governo spagnolo: «La nostra situazione è completamente differente rispetto a quella della Spagna, parlare di voto anticipato è del tutto fuori luogo».
Foti ha tracciato il quadro dei prossimi impegni istituzionali ed esecutivi, ricordando che la fase attuativa del programma del governo Meloni è tutt’altro che esaurita: «A breve ci attendono passaggi cruciali come l’approvazione della manovra di bilancio e della nuova legge elettorale. Inoltre, in primavera ricorreranno i settant’anni dei Trattati di Roma e dovremmo pianificare il semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, che prenderà il via il 1° gennaio 2028». Il ministro ha poi precisato che spetterà eventualmente al Presidente del Consiglio valutare se i tempi del programma siano giunti a compimento, ribadendo che la competenza finale sull’indizione delle elezioni appartiene al Presidente della Repubblica.
Sul fronte della riforma della legge elettorale, l’esponente di governo si è detto poco impensierito dal rischio di franchi tiratori in Aula, auspicando un confronto aperto con le opposizioni: «Questa norma non nasce per favorire il successo dell’attuale compagine di governo, ma per garantire a chiunque vinca la stabilità necessaria a governare per l’intero quinquennio. Proprio per questo motivo, mi auguro possa raccogliere un consenso che vada ben oltre i confini della sola maggioranza».















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