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La Formula 1 approda sul tracciato del Circuit of the Americas ad Austin per il Gran Premio degli Stati Uniti, vivendo uno dei momenti più attesi e ricchi di significato dell’intera stagione duemilaventisei. Al centro dell’attenzione del circus c’è Andrea Kimi Antonelli, che dopo un campionato vissuto da assoluto protagonista si trova per la prima volta nelle condizioni matematiche di potersi laureare campione del mondo. Un’eventuale conquista del titolo da parte del giovane talento italiano andrebbe a spezzare un digiuno di corone iridate per l’Italia che dura ormai dal lontano millenovecentocinquantatre, quando fu Alberto Ascari a trionfare per l’ultima volta.

Fin dai suoi primi giri al volante della Mercedes, Antonelli ha mostrato una maturità agonistica e un passo gara fuori dal comune, riuscendo a imporsi con una continuità disarmante su piste dalle caratteristiche molto diverse tra loro. La sua stagione si è trasformata in una progressione inarrestabile, fatta di vittorie e podi costanti che gli hanno permesso di accumulare un vantaggio enorme sui più diretti inseguitori, a partire dal compagno di squadra George Russell e da Lewis Hamilton.

I numeri accumulati finora mettono il pilota bolognese in una situazione di assoluto controllo quando mancano ormai pochissime gare al termine del calendario. Per poter chiudere definitivamente i giochi già sulla pista texana con ampio anticipo sulla conclusione del campionato, occorre però che si verifichi uno scenario ben preciso. Antonelli deve necessariamente conquistare la vittoria del Gran Premio, sperando contemporaneamente che Russell non riesca a spingersi oltre le ultime posizioni della zona punti e che Hamilton non vada al di sopra del quinto posto finale.

Se questa combinazione di risultati non dovesse concretizzarsi ad Austin, si tratterebbe comunque soltanto di un rinvio. La solidità e la superiorità espresse lungo tutto l’arco della stagione mettono infatti Antonelli al riparo da brutte sorprese, proiettandolo verso i successivi appuntamenti in Messico e Brasile con la serenità di chi sa di avere il destino iridato saldamente nelle proprie mani.


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