Le speranze di una svolta diplomatica continuano a scontrarsi con la dura realtà del conflitto. A poche ore dalla conclusione di un ennesimo round di colloqui, la capitale ucraina si è svegliata ripiombata nel terrore a causa di un’offensiva russa particolarmente intensa. Tra la sera di ieri e la mattinata, tre distinte ondate di missili balistici si sono abbattute su Kiev, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha toccato edifici civili, infrastrutture strategiche e persino un luogo di culto.
Il bilancio provvisorio parla di due vittime e oltre trenta feriti in tutto il Paese, con almeno dodici regioni finite nel mirino dei raid. Nella sola capitale si contano 15 feriti, tra cui due ragazzi di quindici anni. Il sindaco Vitaliy Klitschko ha confermato danni rilevanti in diverse zone della città, sottolineando il ferimento di una stazione di ambulanze nel distretto di Pechersk e il danneggiamento delle strutture della metropolitana lungo il ponte sud, uno dei punti nevralgici della mobilità urbana. Tra i luoghi colpita c’è anche un antico monastero.
Non si è fatta attendere la reazione del presidente Volodymyr Zelensky, che ha affidato ai social un commento amaro e sarcastico. Citando con ironia le recenti definizioni usate dalla diplomazia americana nei confronti dei vertici russi, il leader ucraino ha evidenziato come le azioni sul campo smentiscano qualunque apertura formale. Per Zelensky, il fatto che a un tavolo negoziale si risponda immediatamente con un lancio di missili balistici dimostra che l’atteggiamento di Mosca rimane immutato. Da qui il suo appello alla comunità internazionale per un incremento della pressione politica ed economica sul Cremlino, ritenuta l’unica via percorribile per fermare le ostilità.
La notte ha registrato tensioni anche sul fronte opposto. Le autorità di Mosca, per voce del sindaco Sergej Sobjanin, hanno denunciato un attacco su vasta scala condotto con oltre seicento droni ucraini diretti verso l’area metropolitana della capitale russa. Secondo le fonti ufficiali della Tass, la maggior parte dei velivoli sarebbe stata abbattuta dalla difesa aerea nelle zone periferiche, provocando il ferimento di due persone.
L’ennesima notte di escalation conferma quanto la strada verso la pace sia ancora lontana e contorta, mentre la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto del conflitto.















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