
(FILES) In this file photo taken on April 04, 2001 Brazilian football legend Pele plays with a soccer ball at the Croisette Avenue in Cannes during a break from the International Television Fair (MIPTV). - Brazilian football icon Pele, widely regarded as the greatest player of all time and a three-time World Cup winner who masterminded the 'beautiful game', died on December 29, 2022 at the age of 82, after battling kidney problems and colon cancer. (Photo by VANINA LUCCHESI / AFP)
Giuseppe Ottina fu lui a riconoscere al Santos il talento di un Pelé allora quattrodicenne. Faceva il raccattapalle e non riuscì ad allenarlo perché venne esonerato prima. Un racconto tutti squisitamente italiano, nel giorno della morte di Pelé, che racconta gli inizi di “O Rei”. Pelé è diventato infatti il Re del calcio grazie a un tecnico made in Italy: Giuseppe Ottina.
La storia
Nato nel 1912, Ottina durante la Seconda Guerra Mondiale finì prigioniero degli inglesi e da loro imparò ad amare il gioco del calcio. Una passione che dopo il conflitto mise a frutto emigrando in Brasile. Quì si fece apprezzare per le sue conoscenze tecniche “innovative” alla guida di alcune squadre minori. Caratteristiche che nel ’54 lo portarono a fare il salto di qualità alla guida del Santos. Ed è proprio qui, con l’obiettivo di valorizzare i giovani, che Ottina scoprì prima il 17enne Josè Macia “Pepe” e poi Pelé. Lo scovò a 14 anni mentre faceva il raccattapalle e incantava il pubblico con numeri pazzeschi a bordocampo.
Ottina convinse il Santos ad ingaggiare Pelè
Ammaliato dal talento del ragazzino, Ottina convinse il Santos a ingaggiare il giovane talento, ma non riuscì mai ad allenarlo perché venne esonerato quasi subito a causa di alcuni risultati deludenti. Rientrato in Italia, Ottina rimase molto legato a “O Rei” e lo rivide nel 1961, quando il Santos andò in Piemonte per una tournèe. In quell’occasione Ottina gli fece da interprete a Torino, facendogli visitare musei e monumenti e in cambio ricevette dal fenomeno brasiliano dei biglietti omaggio per tutte le partite amichevoli del suo Santos in giro per l’Italia. Un modo per ringraziarlo continuando a deliziarlo con le sue giocate.

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