Forte fiammata questa mattina per le quotazioni del greggio sui mercati finanziari internazionali, con i contratti d’agosto in marcato rialzo su entrambe le sponde dell’Atlantico. Il West Texas Intermediate con consegna a ottobre guadagna il 2,68% attestandosi a 102,73 dollari al barile, mentre il Brent con scadenza a novembre registra un incremento del 2,59% raggiungendo la soglia dei 107,32 dollari.
A spingere al rialzo i valori del greggio sono le crescenti tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente. L’Arabia Saudita ha infatti disposto la chiusura di una fondamentale condotta petrolifera a seguito di un attacco condotto con droni da parte di milizie filoiraniane di base nel territorio iracheno. Ad alimentare ulteriormente l’incertezza degli operatori ha contribuito il rinvio di un incontro diplomatico previsto al fine di discutere la sicurezza e la navigazione nello Stretto di Hormuz tra le rappresentanze teheraniche e gli Stati del Golfo.
I mercati riflettono la preoccupazione per possibili interruzioni prolungate nella catena di approvvigionamento globale, in un contesto già caratterizzato da una spiccata rigidità dell’offerta.













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