Cronaca

PORCIA- 2 anni per la Soldatessa USA dopo l’investimento mortale di un 15enne

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Torreano
Era ricoverata già da 6 mesi, a quasi 1.000 km lontano da casa. Ora una bimba, che sin dalla nascita era curata nella Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico di Milano per una grave patologia congenita, è potuta andare a Taranto, dove i genitori vivono, anche grazie a un mezzo di trasporto eccezionale. Si tratta di un velivolo C-130J della 46^ Brigata Aerea di Pisa, che ha ospitato nel suo ventre metallico non solo la piccola nella sua incubatrice, ma anche un'ambulanza e l'equipe di medici e rianimatori del Policlinico. In questo modo la bimba ha potuto continuare a ricevere l'assistenza medica di cui aveva bisogno, fino a quando non è stata affidata ai colleghi della Terapia Intensiva Neonatale dell'Ospedale di Taranto per continuare le cure di cui ha bisogno. ANSA/UFFICIO STAMPA POLICLINICO DI MILANO ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Il Tribunale di Pordenone ha emesso una sentenza di 2 anni e 6 mesi di reclusione, con pena sospesa, nei confronti della soldatessa statunitense Julia Bravo, 21 anni, per l’incidente mortale avvenuto il 21 agosto 2022 che ha visto la tragica scomparsa di un ragazzo di 15 anni, Giovanni Zanier.

L’incidente si è verificato a Porcia, nel Pordenonese, mentre il giovane camminava su una pista ciclabile assieme a un amico, dopo una serata trascorsa in discoteca. La Bravo, in servizio alla Base Usaf di Aviano, è stata ritenuta responsabile del sinistro; tuttavia, l’aggravante della guida in stato di ebbrezza non è stata riconosciuta dal giudice.
La decisione si basa sul fatto che il test alcolemico, sebbene abbia dato esito positivo, è stato effettuato oltre due ore dopo l’incidente, rendendone incerta l’affidabilità nel contesto immediato del sinistro.
Secondo le ricostruzioni dei carabinieri, l’incidente è avvenuto in piena notte quando la Bravo ha accelerato in prossimità di una rotatoria, affermando in seguito di non essersi accorta della sua presenza a causa dell’assenza di illuminazione. In questo contesto, la giovane ha travolto Zanier, che stava facendo rientro a casa a piedi.
Questo caso solleva questioni complesse relative alla sicurezza stradale, alla responsabilità dei conducenti e alle procedure legali seguite in caso di incidenti che coinvolgono personale militare straniero sul territorio italiano. La sentenza ha inevitabilmente scatenato dibattiti sull’efficacia delle misure di sicurezza stradale esistenti e sulle relazioni bilaterali tra Italia e Stati Uniti in termini di giurisdizione e gestione degli incidenti.
La comunità di Porcia, ancora scossa dal lutto per la perdita di un giovane concittadino, segue con attenzione gli sviluppi del caso, sperando che giustizia sia fatta e che simili tragedie possano essere evitate in futuro attraverso un rinnovato impegno verso la sicurezza stradale e la responsabilità civica.

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