0

Nel Salento, tre imprenditori operanti nei settori agricolo, edilizio e ristorativo sono stati arrestati con l’accusa di favorire l’immigrazione clandestina. L’operazione, condotta dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Lecce e dai finanzieri della Tenenza di Porto Cesareo, ha portato alla luce un giro di circa 1 milione e 300 mila euro ottenuti attraverso pratiche illecite.

Secondo le indagini, i tre imputati avrebbero agevolato l’ingresso di oltre 900 soggetti extracomunitari nel territorio italiano, eludendo le disposizioni normative tramite la falsificazione di atti e documenti di assunzione. Per ogni pratica di ottenimento del permesso di soggiorno, avrebbero richiesto la somma di 1500 euro. Una volta ricevuti i pagamenti, avrebbero inviato al ministero dell’Interno documenti falsi attestanti le presunte assunzioni dei migranti.
L’attività illecita avrebbe generato profitti ingiusti per il gruppo criminale, che ha lucrato su una situazione di vulnerabilità e bisogno. Inoltre, durante le indagini è emerso che uno degli arrestati avrebbe anche beneficiato indebitamente del reddito di cittadinanza, ottenendo circa 20 mila euro di contributo sociale non dovuto.
Questo caso mette in luce l’importanza di combattere fenomeni come l’immigrazione clandestina e le frodi ai danni dello Stato. Resta ora da vedere come si evolverà il processo nei confronti degli imputati e quali saranno le conseguenze di queste attività illecite sulle comunità coinvolte.

Bari: Il caso degli appalti truccati, Borzillo nell’occhio del ciclone

Previous article

Roma: Rom cercano di rubare i mobili durante il trasloco, scoppia la rissa in strada

Next article

You may also like

Comments

Comments are closed.

More in Lavoro