La recente mozione approvata dal Senato accademico della Scuola Normale Superiore di Pisa, chiedendo al ministero degli Esteri di riconsiderare la cooperazione tra Italia e Israele nel contesto del “Bando Scientifico 2024”, ha scatenato una polemica senza precedenti.
Non solo è stata condannata dall’Associazione degli Amici della Normale, ma ha anche sollevato dubbi sulla coerenza e l’integrità dell’università.
Il direttore della Normale, Luigi Ambrosio, ha cercato di giustificare la mozione, affermando che mirava a promuovere una riflessione sul rischio di “dual use” di alcune ricerche scientifiche e tecnologiche. Tuttavia, questa spiegazione è stata accolta con scetticismo da parte di molti, che vedono la mossa come una mera risposta alle pressioni dei collettivi studenteschi di sinistra.
La realtà è che la mozione rappresenta un tentativo maldestro di boicottare Israele, mascherato da preoccupazioni per la potenziale militarizzazione della ricerca scientifica. Il “Bando Scientifico 2024” riguarda principalmente tecnologie per la salute del terreno, il trattamento dell’acqua e ottiche di precisione, settori che nulla hanno a che fare con l’ambito militare.
Tuttavia, la vera questione è la manipolazione dell’epistemologia scientifica per giustificare un’agenda politica. L’idea che la ricerca scientifica possa essere completamente separata dalla sfera militare è ingenua e falsa. Come dimostra la storia, molte tecnologie civili hanno trovato applicazioni militari e viceversa.
La Scuola Normale, insieme ad altre istituzioni accademiche come l’Università di Torino e il Consiglio nazionale delle ricerche, sembra cadere in un gioco di ipocrisia, fingendo di ignorare la natura intrinseca della ricerca scientifica. L’idea di escludere ricerche “in ambiti duali o militari” è arbitraria e priva di fondamento, poiché è impossibile prevedere come una tecnologia potrebbe essere utilizzata in futuro.



















Comments