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Nei primi due mesi del 2024, la provincia di Verona ha visto un saldo contrastante in materia di sicurezza sul lavoro. Se da un lato si registra la triste notizia di un morto sul lavoro, dall’altro emerge un incremento complessivo di 2.102 infortuni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre ha sottolineato che, nonostante la crescita degli infortuni, si è verificata una riduzione dei casi mortali. Questo rappresenta un segnale positivo, con una diminuzione del 66,7% dei decessi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il rischio di infortunio mortale in Veneto è stato calcolato a 1,8 morti ogni milione di occupati, inferiore alla media nazionale di 3,9. Tuttavia, alcune province, come Belluno, mostrano un tasso di incidenza più elevato, con 11,1 morti ogni milione di occupati.
Le denunce di infortunio totali, purtroppo, sono aumentate del 5,5% rispetto all’anno precedente. Le attività manifatturiere risultano essere le più colpite, seguite dai settori delle costruzioni, del commercio, dei trasporti, e della sanità.
È importante sottolineare che le donne lavoratrici non sono immuni da questi rischi, con 3.700 denunce di infortunio totali registrate. Anche i lavoratori stranieri sono stati coinvolti, con 2.612 denunce di infortunio.
Il quadro generale evidenzia la necessità di un costante impegno per migliorare la sicurezza sul lavoro e ridurre gli infortuni, garantendo un ambiente lavorativo più sicuro per tutti i lavoratori.

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