Sabato 6 aprile, a Milano, si è spento Italo Rota, rinomato architetto italiano all’età di 70 anni. Tra le sue opere di rilievo figura il celebre Museo del Novecento in Piazza Duomo a Milano. A Modena, invece, è conosciuto per aver realizzato il masterplan del nuovo polo culturale AGO Modena Fabbriche Culturali, in collaborazione con lo studio CRA-Carlo Ratti Associati e altri partner.
Il progetto prevede la trasformazione dell’ex Ospedale Sant’Agostino in un hub culturale di oltre 22mila metri quadrati, che ospiterà diverse istituzioni culturali, tra cui la Fondazione Modena Arti Visive, i Musei Universitari e il Museo della Figurina. Il centro sarà un laboratorio di produzione culturale interdisciplinare, sede anche di enti di ricerca come il Centro Interdipartimentale DHMoRe sulle Digital Humanities e Future Education Modena per la didattica innovativa.
Italo Rota, laureato al Politecnico di Milano nel 1982, ha avuto una carriera internazionale, lavorando anche a Parigi prima di tornare in Italia. Il suo studio milanese ha realizzato progetti che spaziano dal masterplan al product design, caratterizzati dall’utilizzo di materiali innovativi e tecnologie all’avanguardia. Tra le sue opere più significative, oltre al Museo del Novecento, vi sono la promenade del Foro Italico a Palermo e la Casa Italiana alla Columbia University di New York.
Con la scomparsa di Italo Rota, l’architettura italiana perde una delle sue figure più poliedriche e interessanti, lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale nazionale e internazionale.
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