Il Comune di Milano ha suscitato indignazione tra i lavoratori delle scuole civiche con la proposta di tagliare fino al 65% del finanziamento destinato a queste istituzioni. In risposta, l’assemblea dei lavoratori ha votato all’unanimità per lo stato d’agitazione, con una successiva mobilitazione in programma.
Lucilla Pirovano, segretaria Fp-Cgil Milano, ha denunciato la mossa come “inaccettabile e vergognosa”, sottolineando l’importanza delle scuole civiche come patrimonio culturale della città. La proposta di taglio rappresenterebbe un duro colpo per il mondo della cultura a Milano, mentre altre capitali europee continuano ad investire nelle proprie istituzioni culturali.
I sindacati CGIL, CISL e UIL hanno criticato sia il Comune che Fondazione Milano per la mancanza di dialogo e risposte concrete su questioni cruciali come l’aumento delle rette e le criticità nel progetto Goccia. Le richieste dei lavoratori includono il mantenimento del finanziamento attuale, l’adeguamento per garantire la qualità dell’offerta didattica e la continuità delle scuole oltre il 2030.
L’11 aprile è previsto un incontro tra una delegazione sindacale e la governance di Fondazione Milano, seguito da iniziative di agitazione dei lavoratori. Lucilla Pirovano ha ribadito la determinazione dei lavoratori nella lotta contro i tagli, criticando l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi per la discrepanza tra le rassicurazioni date e le decisioni effettive.
Le scuole civiche, che includono istituzioni come la scuola di cinema Luchino Visconti e la scuola di musica Claudio Abbado, sono considerate fondamentali per la comunità cittadina e come presidi culturali. La loro sopravvivenza è ora minacciata dai tagli proposti dal Comune, scatenando una forte reazione da parte dei lavoratori e dei sindacati.



















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