Chiara Ferragni è stata prosciolta al termine del processo abbreviato con al centro i casi del “Pandorogate” e delle uova di Pasqua. L’influencer era imputata per truffa aggravata in relazione a presunti messaggi ingannevoli pubblicati sui social. Il giudice Mannucci non ha riconosciuto l’aggravante, contestata dai pm che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia.
Così è stato disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice. Stesso discorso vale per l’allora braccio destro della Ferragni, Fabio Damato, e per il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.















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