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Due settimane dopo l’uccisione di Renee Good da parte di un agente dell’immigrazione, gli abitanti della città del Minnesota sono sempre più terrorizzati dalla presenza dell’Ice.

C’è chi teme di uscire di casa o di mettersi in auto e perfino chi non vuole più mandare i figli a scuola. Qualche giorno fa un gruppo di genitori ha deciso di pattugliare la zona fuori da un istituto elementare, a pochi passi dal luogo in cui è stata uccisa Good, per assicurarsi che gli alunni tornassero sani e salvi a casa.

Il vicepresidente JD Vance difende gli agenti dell’Ice spiegando che il papà del bambino era scappato. Vance ha detto: “Cosa avrebbero dovuto fare gli agenti? Lasciare il bambino morire dal freddo?”. Gli agenti dell’Ice stanno facendo “un lavoro incredibile”, ha aggiunto Vance.

Ad aumentare l’angoscia di tante famiglie, il fermo negli ultimi due giorni di quattro ragazzi, tra cui un bimbo di cinque anni arrestato nel vialetto di casa mentre tornava da scuola e spedito in un centro di detenzione in Texas. Secondo la denuncia di Zena Stenvik, direttrice del distretto scolastico di Columbia Heights, alla periferia di Minneapolis, il piccolo Liam Ramos è stato usato come ‘esca’ per fermare il padre. La foto del bimbo con indosso un berretto di lana blu e lo zainetto sulle spalle, affiancato dagli agenti con il volto coperto e armati fino, ai denti è diventata virale sul web suscitando shock e indignazione.

Ansa


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