L’inflazione negli Stati Uniti è ancora troppo alta e la Federal Reserve potrebbe essere costretta a intervenire nuovamente sui tassi di interesse nei prossimi mesi. È quanto ha affermato il presidente della Fed Kevin Warsh nel suo primo importante intervento alla conferenza annuale della banca centrale a Jackson Hole, in Wyoming.
Warsh ha riconosciuto che i dati più recenti mostrano un lieve rallentamento dell’inflazione, ma ha sottolineato che non ci sono ancora segnali sufficienti di un miglioramento delle tendenze di fondo. “Dobbiamo essere certi che l’inflazione di fondo si stia avvicinando al nostro obiettivo, in modo chiaro e con sufficiente rapidità. Altrimenti, abbiamo del lavoro da fare”, ha dichiarato.
Sul fronte del lavoro, invece, il quadro appare più stabile. Il tasso di disoccupazione è al 4,1%, un livello considerato basso rispetto agli standard storici, mentre le richieste di sussidi di disoccupazione restano vicine ai minimi degli ultimi decenni.
Più preoccupante, secondo Warsh, è la situazione dei prezzi. L’indice PCE, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, è al 3,7% su base annua e al 4,1% considerando gli ultimi sei mesi, ben al di sopra dell’obiettivo del 2%. Per questo, ha concluso il presidente della Fed, la priorità della banca centrale deve essere ancora quella di riportare l’inflazione sotto controllo.














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