Si profila una battuta d’arresto per la destra radicale nelle elezioni politiche in Svezia. Sebbene lo scrutinio non sia ancora terminato e l’esito definitivo sia atteso soltanto per mercoledì, i risultati parziali indicano un serrato testa a testa con un risicato margine a favore dell’opposizione di centrosinistra. La coalizione progressista si trova in vantaggio di appena tre seggi sulla compagine di governo guidata dal premier conservatore Ulf Kristersson, un dato che potrebbe segnare una frenata nel percorso di riforma in senso conservatore del Paese scandinavo.
Di fronte ai dati provvisori, la leader socialdemocratica Magdalena Andersson ha manifestato la propria disponibilità a guidare l’esecutivo: «Saremo sempre pronti ad assumerci le nostre responsabilità. Al momento siamo in testa e, se questo risultato venisse confermato, la Svezia avrà un nuovo governo», ha dichiarato rivolgendosi ai propri sostenitori.
Il blocco di centrosinistra (composto da Socialdemocratici, Verdi, Partito di Centro e Sinistra) si attesta al 51,3% delle preferenze, precedendo il centrodestra (Moderati, Liberali e Democratici Svedesi), fermo al 46,8%. Il dato politico rilevante risiede nel netto ridimensionamento dell’estrema destra dei Democratici Svedesi: la flessione del partito nativista, che garantiva l’appoggio esterno all’esecutivo uscente, ha finito per penalizzare la coalizione di Kristersson.















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