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L’aumento costante delle temperature medie durante la stagione estiva sta trasformando in maniera significativa le dinamiche del turismo in Italia, mettendo a rischio milioni di presenze e spingendo verso una ridistribuzione dei flussi nel corso dell’anno. Un’analisi sulle serie storiche evidenzia come le giornate caratterizzate da caldo intenso nei mesi di luglio e agosto siano aumentate di circa due terzi rispetto agli ultimi decenni del secolo scorso, con una proiezione di ulteriore crescita nei prossimi anni.

Questa mutazione climatica potrebbe tradursi in una contrazione di oltre tre milioni di pernottamenti nelle stagioni estive attuali rispetto ai parametri del passato, con un impatto economico complessivo che rischia di penalizzare in particolar modo le località balneari del Mezzogiorno e le regioni a più alta vulnerabilità climatica. L’impatto economico negativo stimato per la stagione calderone verrebbe tuttavia parzialmente mitigato da un fenomeno compensativo: il progressivo innalzamento delle temperature nei mesi di spalla come primavera e autunno sta infatti allungando la stagionalità, favorendo un incremento delle presenze tra aprile, settembre e i mesi autunnali.

Le sfide poste dall’evoluzione del clima e la necessità di adeguate strategie di adattamento per le destinazioni e le imprese del settore sono al centro dei dibattiti delle principali fiere e osservatori del turismo nazionale ed europeo, chiamati a ridefinire l’offerta ricettiva di fronte alle nuove abitudini dei viaggiatori.


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