Due preziose opere attribuite ad Antonio Canova, l’Apollino e la Testa di Vecchio, sono tornate a risplendere dopo un meticoloso intervento di restauro. Presentate al pubblico dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici Bologna, queste opere rappresentano un vero tesoro artistico.
L’Apollino, capolavoro della fase giovanile di Canova, era stato perso di vista dal 1839, fino a quando è stato riscoperto nel 2013 da Antonella Mampieri, storica dell’arte dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna. La Testa di Vecchio, unica opera in terracotta attribuita a Canova, è stata oggetto di discussione e controversia riguardo alla sua attribuzione storica.
Le due opere sono ora esposte al secondo piano del Palazzo Comunale di Bologna, dove le Collezioni Comunali d’Arte trovano la loro sede. Il restauro è stato possibile grazie al finanziamento del Comune di Bologna in occasione del bicentenario della morte di Antonio Canova, celebrato con una serie di iniziative volte alla conservazione e alla valorizzazione dell’opera del grande scultore.
Il restauro dell’Apollino è stato eseguito dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, mentre la Testa di Vecchio è stata restaurata dal Laboratorio Ottorino Nonfarmale. Entrambi gli interventi hanno permesso di restituire alle opere la loro bellezza originale, eliminando danni e alterazioni causati dal tempo e dagli interventi precedenti.
Questo restauro non solo restituisce alle opere la loro integrità artistica, ma rappresenta anche un omaggio al genio di Canova e alla sua eredità culturale. Le opere restaurate offrono ora una nuova possibilità di apprezzare e comprendere il lavoro di uno dei più grandi scultori italiani dell’Ottocento.



















Comments