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Nel 2024, la Chiesa bresciana si confronta con una realtà spietata: nessun nuovo prete sarà ordinato, ripetendo il singolare evento del 2014. Questo allarma gli osservatori, considerando che nel 2023 solo sette ragazzi si erano uniti al Seminario, preludio a una tendenza preoccupante. Le proiezioni indicano che nel 2040 potrebbero esserci solo 212 sacerdoti operativi, un calo significativo rispetto al passato.

L’immagine del prete come “atleta dello spirito”, dipinta da Paolo VI, è ancor più rilevante oggi, in un contesto in cui la scelta di abbracciare il sacerdozio sembra eroica. Le statistiche riflettono un declino costante: se negli anni passati si ordinavano decine di nuovi sacerdoti ogni anno, ora la media è di appena quattro. Il numero di seminaristi è drasticamente diminuito, passando da 162 nel 2000 a soli 19 nel 2021.
Il rettore del Seminario, don Sergio Passeri, esprime fiducia nei giovani che intraprendono questa vocazione, nonostante le sfide. Il sociologo Gabriele Ringhini sottolinea la velocità del declino, tanto rapido da portare alla vendita del nuovo Seminario. Tuttavia, c’è speranza: nonostante le proiezioni siano preoccupanti, la Chiesa bresciana continua a operare con coraggio e fede, testimoniando la sua resilienza.

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