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L’Italia punta a estendere il “modello Albania” a livello europeo, con la creazione di nuovi hub per il rimpatrio dei migranti irregolari in Paesi terzi considerati sicuri, finanziati con fondi comunitari.

La proposta, anticipata dalla premier Giorgia Meloni dopo l’approvazione del regolamento sui rimpatri, sarà presentata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Consiglio straordinario europeo dei ministri degli Interni convocato dopo la crisi migratoria di Ceuta.

Tra i Paesi individuati per ospitare eventuali strutture figurano diversi Stati africani, come Ghana, Senegal, Tunisia, Libia, Mauritania, Egitto, Uganda ed Etiopia, oltre a Uzbekistan, Armenia e Montenegro.

Resta aperto il nodo dei finanziamenti, mentre l’Italia porterà al tavolo europeo anche la richiesta di applicare pienamente il programma “Gsp+”, che lega alcuni vantaggi commerciali per i Paesi in via di sviluppo alla collaborazione nella riammissione dei cittadini che soggiornano illegalmente nell’Unione europea.

Intanto Roma punta a rendere operativo entro la fine dell’anno il centro per migranti in Albania. Il ministro Piantedosi ha spiegato che l’obiettivo è riportarlo alla piena funzionalità “entro la fine dell’anno, ma anche prima” in caso di risoluzione delle questioni ancora aperte.


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