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Pochi giorni prima del tragico assalto condotto da Hamas il 7 ottobre 2023, il responsabile dei servizi segreti egiziani, Abbas Kamel, ha contattato telefonicamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu per lanciare un ultimo, disperato allarme sull’imminenza di un’offensiva da Gaza. A rivelarlo è un’inchiesta del Wall Street Journal, ampiamente ripresa dai media israeliani. Il contatto diretto di ottobre era arrivato dopo che due precedenti segnalazioni da parte del Cairo erano state sottovalutate.

Secondo quanto riportato dal Times of Israel, gli avvertimenti egiziani proseguirono fino a meno di 48 ore dall’invasione. I primi segnali d’allarme risalivano già al giugno 2023, quando l’Egitto raccomandò a Israele di riaprire i canali negoziali con la fazione palestinese per uno scambio di prigionieri. A settembre, inoltre, Kamel si era recato di persona in Israele dichiarando che la situazione a Gaza era giunta al punto di sfiato e rischiava di sfuggire al controllo.

Nonostante le rassicurazioni dei funzionari di Tel Aviv — fermamente convinti di avere il pieno controllo del quadro di sicurezza — le intelligence arabe continuarono a sollecitare la leadership israeliana, culminando nella telefonata diretta all’ufficio del primo ministro. L’indiscrezione si aggiunge a una lunga serie di reportage sui gravi deficit d’intelligence che hanno preceduto l’attacco, smentendo le precedenti dichiarazioni di Netanyahu, che aveva negato qualsiasi contatto con Kamel nei mesi antecedenti alla crisi.


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