Il Premio Nobel per la Pace per l’anno 2026 è stato conferito a Navanethem “Navi” Pillay. La decisione è stata motivata dal comitato evidenziando la straordinaria fermezza e l’incorruttibile impegno dimostrati dalla magistrata sudafricana nella lotta contro le violazioni del diritto internazionale e i crimini bellici.
Nel corso del suo recente mandato alla guida della Commissione d’inchiesta indipendente istituita dalle Nazioni Unite per i territori palestinesi, la giurista si è espressa con fermezza riguardo alle azioni condotte nella Striscia di Gaza. In tale sede, ha dichiarato che le condotte riscontrate sul campo configurano una responsabilità diretta di Israele per genocidio, sottolineando la presenza di elementi volti alla distruzione della popolazione locale secondo i parametri sanciti dalle convenzioni internazionali.
Nata nel settembre del 1941 e di discendenza indiana tamil, Pillay vanta una carriera ricca di traguardi storici: è stata la prima giurista non bianca a prestare servizio presso la Corte Suprema del proprio Paese, prima di assumere l’incarico di Alto Commissario ONU per i Diritti Umani tra il 2008 e il 2014. Il suo percorso professionale include inoltre ruoli di rilievo all’interno della Corte Penale Internazionale e la presidenza del Tribunale Internazionale per il Ruanda. Nel 2015 è entrata a far parte della Commissione internazionale contro la pena di morte in qualità di sedicesimo membro.















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