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La tovaglia all’uncinetto, le foto in bianco e nero o in colori sbiaditi, le bambole sugli scaffali e sullo sfondo le canzoni di Baglioni che amava tanto: sembra ferma nel tempo la casa di Emanuela Orlandi da quel 22 giugno di 39 anni fa quando la ragazza scomparve, per sempre, a soli 15 anni.

Un caso internazionale, dalle mille piste irrisolte, depistaggi, colpi di scena che oggi il fratello Pietro e il giornalista Andrea Purgatori attraversano con la loro voce nelle quattro puntate della docuserie Vatican Girl, disponibile su Netflix da pochi giorni e già nella top ten.

E il leader di Azione, Carlo Calenda, dopo averla vista chiede che lo Stato italiano “pretenda” dal Vaticano la verità sul caso di Emanuela: “Chiederemo al ministro degli Esteri di attivarsi”.
Intanto tornano nelle vie di Roma i manifesti con il suo volto e sotto le domande rimaste senza risposta e il volto di Emanuela torna nelle strade con quella foto che fu consegnata agli inquirenti e che la incornicia in un’adolescenza senza tempo.

“La mattina dopo ho fatto denuncia e mi hanno detto, ‘non mi preoccuperei non è nemmeno una così bella ragazza. Sicuramente è un allontanamento volontario non è stata rapita da qualcuno'”, racconta oggi la madre. Ma questo non fu una semplice scomparsa volontari di una ragazza, ma molto di più.

Un mistero, un gioco di potere che ruota intorno al Vaticano, dove la famiglia Orlandi viveva al servizio di sette pontefici. ‘Vatican Girl. La scomparsa di Emanuela Orlandi’ è la docu-serie scritta e diretta da Mark Lewis. Alla produzione Chiara Messineo, mentre Tom Barry e Dimitri Doganis sono i produttori esecutivi per RAW. Quattro appuntamenti per mettere insieme i pezzi di un mosaico impossibile attraverso la voce dei testimoni, i materiali d’epoca, e sullo sfondo una meravigliosa Roma da cartolina che come il Vaticano nasconde segreti da 2000 anni. E una famiglia che fino all’ultimo mantiene vivo il filo della speranza, anche se Papa Francesco quando li ha incontrati gli ha detto: “Emanuela è in cielo”. (ANSA).

 


stefanodemartino@gmail.com'

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