Quattordici tifosi del Genoa hanno ricevuto provvedimenti di Daspo, della durata da uno a cinque anni, in seguito agli scontri avvenuti lo scorso 10 dicembre fuori dallo stadio di Monza. Il questore della città lombarda ha disposto tali provvedimenti, prendendo una decisa azione contro coloro ritenuti responsabili di violenza e disordini.
Secondo quanto emerso dalle indagini, un gruppo di tifosi genoani armati di bastoni, tubi e aste di bandiera aveva tentato di raggiungere la tifoseria ultras del Monza, con l’intenzione di provocare scontri. Fortunatamente, l’intervento tempestivo della polizia ha impedito il contatto con i locali. Durante l’azione di contrasto, uno dei tifosi genoani ha aggredito un dirigente del servizio di ordine pubblico, ulteriormente aggravando la situazione.
Le indagini hanno portato all’identificazione dei responsabili e alla conseguente applicazione dei Daspo: undici di un anno, due di tre anni e uno di cinque anni. Questi tifosi saranno privati dell’accesso agli stadi per il periodo stabilito, come misura di prevenzione contro futuri episodi di violenza.
È importante notare che sei dei tifosi coinvolti sono recidivi, già colpiti da provvedimenti di Daspo o con precedenti penali, il che ha portato all’imposizione di ulteriori restrizioni, come l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria durante le partite del Genoa.
Questo intervento mirato della polizia dimostra la determinazione delle autorità nel contrastare la violenza negli eventi sportivi e nel proteggere la sicurezza pubblica.
















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