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L’inchiesta che ha scosso Bari coinvolge ora anche fatti passati, svelando un intricato sistema di corruzione elettorale che sembra essere stato attivo per diversi anni. Emergono nuovi dettagli che gettano luce su un modus operandi consolidato, coinvolgendo diverse figure politiche e circoscrizioni.

Tra le persone coinvolte, troviamo Armando De Francesco, ex consigliere circoscrizionale legato ad Alessandro Cataldo, indicato come figura chiave nell’organizzazione per comprare voti a favore della lista “Sud al Centro”. Anche il marito e il figlio del sindaco di Triggiano sono stati coinvolti con divieti di dimora, mentre per l’assessore regionale Anita Maurodinoia è in corso una perquisizione.
Il ruolo di Vito Perrelli, avvocato e ex consigliere comunale di Triggiano, è stato definito cruciale nel mettere in piedi un database per gestire i voti da comprare. Interessante è anche il coinvolgimento della moglie di Maurodinoia, Rosa Pastore, nominata alla guida della Stp di Bari su indicazione di Cataldo e Maurodinoia.
L’inchiesta rivela che un sistema simile è stato già applicato per le elezioni a Grumo Appula nel 2020, con l’obiettivo di garantire la rielezione di un assessore. Si parla di un elenco di cittadini “catalogati” per ricevere denaro in cambio del voto.
Questi nuovi sviluppi rivelano la complessità e l’estensione del presunto sistema di corruzione elettorale, che sembra coinvolgere diverse elezioni e circoscrizioni, mettendo in discussione l’integrità del processo democratico in Puglia.

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