L’ex premier Enrico Letta ha sollevato un’accusa significativa a Bruxelles, denunciando il fatto che il 78% delle forniture militari per l’Ucraina provenga da Paesi esterni all’Unione europea. Questo dato rappresenta un grave segnale della mancanza di integrazione e di economie di scala nell’industria della difesa europea, secondo Letta.
La difesa, ormai, agisce come un indicatore del benessere economico dell’UE e della sua frammentazione, sia nella produzione che nei servizi, compreso il digitale. La spesa europea per supportare militarmente l’Ucraina è stata considerevole, ma la maggior parte delle forniture proviene da fornitori non europei. Questo contrasta nettamente con gli Stati Uniti, che hanno acquistato la maggior parte delle attrezzature militari per l’Ucraina direttamente dai propri fornitori.
La frammentazione nell’industria della difesa è evidente da tempo, con ogni Stato che preferisce mantenere il controllo sulla propria spesa militare e sui suoi fornitori. Questo ha portato a risultati deludenti, come la mancata produzione di munizioni ‘made in EU’ nell’ambito del supporto all’Ucraina.
Questo problema non riguarda solo la difesa, ma anche altri settori chiave dell’economia europea, come le telecomunicazioni e i trasporti. La mancanza di un mercato unico efficiente ha portato a una frammentazione e a una scarsa competitività globale. Letta propone di attrarre investimenti su scala europea per creare ‘campioni’ industriali e costruire un’Unione del risparmio e degli investimenti.
In conclusione, l’UE deve agire rapidamente per colmare le lacune e diventare più attrattiva per gli investimenti, altrimenti rischia di perdere ulteriore terreno rispetto agli Stati Uniti e ad altre economie globali.



















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