Nel caso del ricercatore italiano Giulio Regeni, ucciso in Egitto, un nuovo mistero si aggiunge all’intricata vicenda.
La famiglia di Regeni non riconosce la sua scrittura negli ultimi appunti attribuiti a lui e allegati agli atti dell’inchiesta. Questi appunti contengono parole scritte in italiano con la traduzione in arabo accanto, sollevando interrogativi su chi abbia scritto e tradotto quelle parole poco prima della morte di Regeni.
La scrittura non riconosciuta dalla famiglia è stata descritta come un dettaglio inquietante, poiché solleva la possibilità che qualcun altro abbia scritto quegli appunti. La questione principale resta: chi e quando sono state scritte quelle parole? Questo enigma si aggiunge ai molti altri buchi neri presenti nella storia di Regeni.
Le indagini hanno finora delineato un quadro di tradimenti intorno a Regeni, con Noura Wahby e il suo coinquilino Mohamed Khaled El Sayyad che sembrano avere avuto ruoli chiave nei giorni precedenti alla sua scomparsa. Anche l’ambasciatore italiano al Cairo aveva lanciato l’allarme per la sparizione di Regeni il 28 gennaio, ma Matteo Renzi, allora primo ministro, ha affermato di aver saputo della scomparsa solo il 31 gennaio.
Questo nuovo mistero nei documenti di Regeni aggiunge ulteriore complessità al caso, sollevando domande sulle circostanze della sua morte e sul coinvolgimento di persone vicine a lui prima della tragedia.
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