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Le tensioni sui mercati dell’energia, alimentate dal conflitto in Medio Oriente, e il conseguente aumento dell’inflazione potrebbero, se dovessero protrarsi nel tempo, frenare la ripresa economica o persino aprire una nuova fase di erosione del potere d’acquisto.
È quanto evidenzia l’Istat nel suo rapporto annuale, sottolineando come nel 2025 le retribuzioni contrattuali abbiano registrato, per il secondo anno consecutivo, un recupero in termini reali. Nonostante ciò, resta ancora significativa la perdita accumulata dal 2019, pari all’8,6% del potere d’acquisto.

Il quadro resta complesso anche per il ceto medio: secondo i dati dell’Istituto di statistica, il 16,1% delle famiglie afferma di avere difficoltà ad arrivare alla fine del mese.


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