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Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è intervenuto in Parlamento per fare chiarezza sulla crisi migratoria che ha interessato Ceuta durante l’estate, soffermandosi sui rapporti con il Marocco e sulla risposta dell’Unione Europea.

Sanchez ha ribadito innanzitutto la sovranità spagnola sulle due exclavi di Ceuta e Melilla. «Saranno sempre spagnole», ha affermato, ricordando che entrambe sono sotto il controllo di Madrid anche sulla base di accordi diplomatici con Rabat.

Il premier ha poi criticato la risposta dell’Unione Europea, giudicata poco solidale nei confronti della Spagna durante i giorni più difficili della crisi. Secondo Sanchez, il sostegno ricevuto non è stato paragonabile a quello garantito in altre situazioni, come quelle riguardanti Lampedusa e la Groenlandia.

Sul possibile coinvolgimento del Marocco nelle ondate migratorie verso Ceuta, Sanchez ha escluso al momento responsabilità dirette. Il primo ministro ha sottolineato la collaborazione delle autorità marocchine nel riportare la situazione alla normalità alla frontiera e nel rimpatrio di circa il 90% dei migranti entrati nell’exclave.

Sanchez ha però ricordato le recenti dichiarazioni di due ministri marocchini su Ceuta e Melilla, definite «inaccettabili». Per questo motivo Madrid aveva convocato l’ambasciatrice marocchina il 21 agosto.

Infine, Sanchez ha commentato le indiscrezioni secondo cui Rabat avrebbe pianificato una sorta di «invasione» di Ceuta alla fine di luglio. «Non ci sono evidenze solide», ha dichiarato, aggiungendo che, qualora emergessero prove concrete, il governo spagnolo «agirebbe di conseguenza».


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