È di almeno 83 persone, tra morti e dispersi, il bilancio della nuova tragedia avvenuta sulla rotta migratoria verso le Canarie. Tra le vittime ci sarebbero anche un neonato e tre donne.
L’imbarcazione, un fragile caicco utilizzato dai pescatori del Nord Africa, era partita 27 giorni fa con 128 persone a bordo. Il barcone è stato individuato nella serata del 2 settembre, a circa 120 chilometri a sud-est di Gran Canaria.
Una motovedetta del Salvamento Marítimo ha raggiunto l’imbarcazione poco dopo le 23, riuscendo a mettere in salvo 44 persone, tutte di origine subsahariana. A bordo sono stati trovati anche cinque corpi, che le condizioni proibitive del mare hanno però impedito di recuperare. Vento fino a 20 nodi e onde alte circa 2,5 metri hanno reso particolarmente difficili le operazioni.
Tre dei superstiti, in gravi condizioni, sono stati trasferiti in elicottero all’ospedale universitario Doctor Negrín di Gran Canaria. Gli altri 41 migranti sono stati portati al porto di Arguineguín, dove hanno ricevuto assistenza sanitaria e il supporto dei volontari della Croce Rossa.
Secondo Caminando Fronteras, la Guardia Civil ha verificato che le iscrizioni presenti sullo scafo corrispondono a quelle di un’imbarcazione partita il 7 agosto con 128 persone, tra cui quattro donne e un neonato.
La tragedia si inserisce in una fase di forte pressione migratoria verso le Canarie e arriva mentre resta alta l’attenzione sui flussi diretti verso i territori spagnoli. La rotta atlantica continua a essere una delle più pericolose per chi tenta la traversata dalle coste africane.















Comments