Nel cuore della base che ospita il Comfose, il Comando delle forze speciali dell’esercito, si svolge un addestramento rigoroso per formare gli incursori del nono reggimento Col Moschin, i ranger del quarto reggimento alpini paracadutisti e gli acquisitori del 185esimo reggimento Folgore.
Questo iter, duro e progressivo, è fondato sulla motivazione e sulla prontezza operativa.
Secondo Mauro Bruschi, vice comandante del Comfose, la preparazione mentale è prioritaria rispetto a quella fisica. L’addestramento continua rappresenta uno dei pilastri della visione del capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Carmine Masiello, che sottolinea l’unicità delle Forze speciali in termini di selezione, addestramento e risorse.
Il percorso per diventare operatori inizia con un tirocinio di due settimane seguito da dodici settimane di corso Obos, focalizzato sulla resistenza e sul superamento delle difficoltà. Gli operatori vengono preparati a gestire lo stress in situazioni di battaglia, sviluppando una tenacia e una tenacità che li rendono eccellenti nel loro lavoro.
Per gli incursori, ranger e acquisitori, la parola “fine” non esiste: ogni traguardo è solo una tappa intermedia verso nuove sfide. In questo viaggio, la motivazione, la resistenza e la determinazione sono le chiavi per il successo.
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