Una testimonianza diretta proveniente da Israele offre uno sguardo reale sul terrore che molti civili affrontano quotidianamente.
Angelica Edna Calo Livne, professoressa presso l’Università di Tel Hai, ha scritto una lettera per mettere in luce quanto accade nel Paese. Mentre l’attenzione globale è focalizzata sulla Striscia di Gaza, dove le Forze di Difesa israeliane combattono contro Hamas, nel nord del Paese i missili di Hezbollah colpiscono le case dei cittadini.
La professoressa Livne rivolge un appello agli attivisti pro palestinesi, sottolineando quanto le loro azioni possano essere strumentalizzate. Descrive le manifestazioni universitarie in Italia come un’incomprensibile protesta, considerando la realtà degli attacchi terroristici che Israele subisce regolarmente.
La lettera evidenzia l’importanza degli accordi scientifici tra università israeliane e quelle internazionali, sottolineando la collaborazione fruttuosa che queste istituzioni hanno portato avanti nel campo della ricerca. Tuttavia, la professoressa Livne esprime preoccupazione per la diffusione di informazioni fuorvianti e per l’uso del termine “genocidio” per descrivere gli eventi.
La testimonianza si conclude con un appello alla ragione e alla comprensione, sottolineando che la vera solidarietà dovrebbe essere rivolta a tutte le vittime del conflitto, senza favorire una parte rispetto all’altra.
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