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Secondo le stime dell’Istat, a febbraio l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha registrato un aumento dello 0,1% rispetto al mese precedente.

Tuttavia, su base annua, si è verificata una diminuzione del 3,1%. Le industrie tessili, dell’abbigliamento, delle pelli e degli accessori sono tra i settori che hanno subito le flessioni più significative, insieme alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (-10,8%), e alla fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche.
Analizzando la media del trimestre dicembre-febbraio, si osserva un calo complessivo della produzione dello 0,7% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento per i beni strumentali (+3,5%), mentre si registra una sostanziale stazionarietà per i beni intermedi (+0,1%). Al contrario, si osservano flessioni per i beni di consumo (-0,8%) e per l’energia (-2%).
Tra le attività economiche che hanno registrato incrementi tendenziali maggiori, spiccano la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+17,2%), le altre industrie manifatturiere (+2,5%) e la fabbricazione di apparecchiature elettriche (+1,7%).
L’Istat commenta che, nonostante la lieve crescita rispetto a gennaio, la produzione industriale continua a registrare una fase di flessione su base annua, protrattasi per 13 mesi consecutivi. Tuttavia, i beni strumentali sono l’unico raggruppamento a mostrare un aumento su base annua.

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