0

Rivelazione del Festival di Venezia per la critica italiana e internazionale, il film per la regia di Roberto De Paolis, racconta la storia di Princess, una giovane prostituta nigeria, ispirata a quella della protagonista Glory Kevin, 25enne arrivata con un barcone dal Paese africano, che il regista ha incontrato in strada a Roma e che ha dato il suo contributo alla scrittura del film. “La prostituzione è un modo per raccontare la condizione di marginalità, poi ho incontrato Glory, e le ho dato la libertà di raccontarsi, di costruire il personaggio protagonista sulla sua esperienza di vita”, ha raccontato Roberto De Paolis in esclusiva a Tgcom24

LA TRAMA – Princess (Glory Kevin) è una giovane clandestina nigeriana che vende il proprio corpo ai margini di una grande città. Come un’amazzone a caccia, si muove in una pineta che si estende fino al mare, un bosco incantato in cui rifugiarsi, nascondersi dalla vita, guadagnarsi il pane quotidiano. Per sopravvivere deve fiutare l’odore dei soldi, schivare pericoli e sentimenti, un cliente dopo l’altro, senza soluzione di continuità. Finché un giorno litiga con le amiche con cui condivide la strada e incontra un uomo che sembra volerla aiutare. Ma è soltanto da sola che Princess potrà salvarsi.

LA STORIA DI GLORY – Glory  dopo aver fatto il percorso ben noto della tratta delle nigeriane, si prostituiva a Roma. Per il regista si tratta del secondo film dopo il l’esordio del 2017 con “Cuori Puri”, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e candidato al David di Donatello come Miglior Opera Prima.

IL RACCONTO VISTO DALLE PROSTITUTE – Roberto De Paolis spiega com’è nato il film: “Ho costruito il film fondendo il mio punto di vista con quello di alcune ragazze nigeriane, vere vittime di tratta, che lo hanno scritto con me e poi hanno interpretato se stesse. Si è creato così uno spazio di lavoro nuovo, libero: insieme abbiamo percorso strade diverse e credo più autentiche rispetto alla rappresentazione, spesso pietistica, a cui siamo abituati quando si parla di immigrazione, clandestinità, prostituzione. Sempre in bilico tra il racconto dal vero di una realtà degradata e quello lirico di un’umanità ferita, il film è un racconto di formazione: perché Princess, prima di ogni altra cosa, è una ragazza di diciannove anni che, aggrappata al proprio candore, cerca di resistere alla ferocia del mondo”.

 


stefanodemartino@gmail.com'

Manovra, parla la Meloni: “Lunedì Cdm con importanti iniziative”

Previous article

Bologna, Arnautovic rivela uno scenario di mercato della scorsa estate

Next article

You may also like

Comments

Comments are closed.

More in Eventi