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New York e Singapore sono le città più care al mondo dopo che l’inflazione è aumentata vertiginosamente quest’anno: lo rivela la classifica Intelligence Unit Cost of Living 2022 dell’Economist. La coppia scalza la numero uno precedente, Tel Aviv. A pesare: la guerra in Ucraina e le continue restrizioni dovute alla pandemia.

Le città più costose

L’analisi, come ogni anno, è stata realizzata dall’Intelligence Unit del settimanale britannico Economist. Si tratta di un importante gruppo di ricerca con sede a Londra che si occupa di raccogliere e interpretare dati per governi e aziende. Nel suo report Worldwide Cost of Living 2022, l’analisi sul costo della vita nelle metropoli del mondo, gli analisti hanno valutato 172 città, confrontando più di 400 prezzi di oltre 200 prodotti e servizi di uso quotidiano. Tra questi: cibo, bevande, abbigliamento, carburante, forniture per la casa.

New York, metropoli di riferimento tra le città più care

Ognuna delle città prese in esame dal report è confrontata con New York tramite l’indice “World Cost of Living” (Wcol). Presa la metropoli più popolosa degli Stati Uniti come città di riferimento, il valore per la Grande Mela è 100. Oltre all’indice del costo della vita, per alcune città si prende anche il prezzo di un chilo di pane come termine di paragone sintetico.

Guerra, carburante e pandemia: rincari per l’inflazione

A pesare stavolta è stata soprattutto la guerra in Ucraina e le continue restrizioni dovute alla pandemia che interrompono le catene di approvvigionamento, in particolare per l’energia e il cibo. I prezzi sono schizzati in media dell’8,1% nelle principali metropoli coperte dall’indagine, condotta tra agosto e settembre di quest’anno.

La guerra in Ucraina, le sanzioni occidentali alla Russia e le politiche zero Covid della Cina hanno causato problemi alla catena di approvvigionamento che, uniti all’aumento dei tassi di interesse e alle variazioni dei tassi di cambio, hanno provocato una crisi del costo della vita in tutto il mondo”, ha dichiarato Upasana Dutt, responsabile del progetto dell’Economist Intelligence Unit.

Ha aggiunto: “L’impatto è chiaramente visibile nell’indice di quest’anno: l’aumento medio dei prezzi nelle città prese in esame dalla nostra indagine è stato il più forte mai registrato negli ultimi 20 anni. In ogni caso, prevediamo che i prezzi cominceranno a diminuire nel corso del 2023″. Di città italiane, in cima alla classifica, non ce ne sono, ma non è che la situazione sia  comunque rosea.

 

 


stefanodemartino@gmail.com'

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